Articolo pubblicato sul N°67 di CarpaXTutti Settembre Ottobre 2010

Operazione Amur

Presentazione

Per questa sessione di pesca credo di aver battuto il mio record personale di cottura mais 240 kg in 2 giorni, infondo quando si decide di dare la caccia agli Amur di Castel Gandolfo in un tempo molto ristretto sicuramente bisogna pasturare un bel po’ soprattutto quando a pescare si è in tanti, con un solo e unico obbiettivo comune, catturare gli Amur di Castello.

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Il lago di Castel Gandolfo

Il lago di Albano o Lago di Catel Gandolfo ribattezzato dai carpisti locali come “Castello” è un lago di origine vulcanica situato nel centro Italia dove vige la regolamentazione regionale per la pesca sportiva della regione Lazio. regolamentazione che permette solamente la pesca da un ora prima del Alba ad uno ora dopo il tramonto, un lasso di tempo perfetto per dare la caccia ai grossi Amur che popolano le acque del lago.
In estate quando il caldo ci tormenta e le carpe diventano apatiche nulla ci può essere di meglio di una buona caccia all’Amur accompagnata da un bel bagno nell’acqua cristallina del lago.
Il posto più facile da raggiungere per poter affrontare i giganteschi mangiatori di alghe sono le spiagge, dove il fondale precipita dolcemente verso il centro del lago nascondendo qualche scalino, ottimo anche per insediare qualche carpa.
La profondità ideale per catturare gli Amur varia tra i 5 e i 20 mt d’acqua, ma ogni anno si sentono voci su profondità precise più o meno proficue.
“quello che posso dirvi per certo è che catturare un amur a Castello è spesso questione soprattutto di fortuna, poiché il lago non nasconde chissà quale segreto, un innesco Pop-up di mais è già un ottima esca e se qualche bel erbivora passa da quelle parti ne rimane sicuramente vittima.
L’utilizzo di un imbarcazione per posare le lenze e pasturare sicuramente aiuta , visto che si pesca sempre a una distanza minima di 50-60 mt.
Ma non vi nego che più di una volta quando il lago è calmo, ho utilizzato il barchino per calare gli inneschi.
Arrivati sul lago si parcheggia nelle strisce blu e bisogna ricordarsi di pagare il parcheggio il prima possibile, poiché i controlli sono molto costanti e si rischia di prendere facilmente delle multe.


L’avventura

Tutto comincia nell’inverno 2009 quando con Riccardo si decide per l’estate 2010 di dare la caccia ai giganteschi Amur di Castel Gandolfo, ogni volta che ci si trovava per varie sessioni di pesca o per dimostrazioni BestOne si parlava del quando andare e quanto mais cuocere.
Si era deciso di affrontare il lago in primavera ma purtroppo gli impegni per entrambi non sono mancati, cosi, dopo vari posticipi la nostra avventura inizia il 20 Giugno 2010.
Come di consuetudine Riccardo parte in piena notte da Lucca per essere al alba sotto casa mia.
Per l’occasione avevamo preparato 16 secchi da 15 kg di mais bollito e zuccherato e una diecina di kg di boiles ad accompagnare i chicchi di mais.
Siamo arrivati a Castel Gandolfo intorno alle 7:00 di mattina e dopo pochi minuti eravamo già in barca armati di ecoscandaglio e segnalini.
Abbiamo improntato la pescata con una massiccia pasturazione tra i 7 e i 9 metri d’acqua utilizzando montature diverse per trovare la soluzione che alla fine si sarebbe dimostrata la migliore.
Nel corso degli anni in questo lago le abitudini degli Amur sono variate tantissimo, inizialmente si catturavano con inneschi vistosi in pop-up, 4-5 chicchi alternati con ritagli di foam “spugnetta galleggiante”, poi pian piano si sono cominciati a prendere con le boiles Pop up, e ultimamente con inneschi molto piccoli come ad esempio un solo chicco di mais e una sola spugnetta galleggiante, magari ammollata in qualche dip.
Fino a l’anno scorso catturare un Amur non era un lavoro che richiedeva grande sforzo, bastava andare sulle spiagge calare l’innesco e pasturare con solo mais, in poche ore al passaggio del branco tutti quelli che erano in pesca catturavano gli erbivori.
In questo 2010 abbiamo notato un cambiamento radicale del comportamento degli Amur.
Infatti a differenza degli anni passati sono stati catturati pochissimi pesci e il passaggio del branco che faceva catturare tutti, sembri non ci sia mai stato.
Gli Amur che abbiamo catturato sono stati tutti pesci sporadici usciti marginalmente alla zona pasturata.
In più le catture non sono arrivate da subito, ma ci hanno fatto sospirare un bel po’.
La prima mattina eravamo solo io e Riccardo ma man mano che passavano le ore arrivavano altri amici a sostenerci in primis Mirko Fagioli del negozio Carp Hunter di Roma, che ci ha sostenuto dal nascere della nostra iniziativa con consigli utilissimi.
Poi hanno preso parte all’avventura Paolo Cima del team B1 Roma di CarpHunter, Ilaria “ la mia ragazza ”, Giuliano “ che ha aperto le danze con un Amur da 19 kg” e Nico del RomaCarp Team, Andrea Olivetti e Maurizio Pelatelli field tester della Black Label Baits.
Per l’occasione non ci siamo limitati ad una pasturazione ristretta , ma abbiamo ricoperto una vasta zona delle spiagge cosi anche per i giorni seguenti le catture sono continuate a fioccare.
Riccardo e riuscito dopo un paio di giorni a catturare un bellissimo Amur da 21 kg, utilizzando soltanto esche Enterprise , piccoli chicchi di mais di gomma ammollate negli appositi liquidi, esca che poi si è dimostrata miracolosa per tutta la durata della sessione, mentre per me le cose non sono state facile e pescando con il pod in mezzo al gruppo di carpisti, gli Amur non facevano neanche in tempo ad arrivare sui miei inneschi.
Cosi sono dovuto tornare qualche giorno dopo per avere il mio piccolo trofeo, un Amur di 19 kg. Anche lui caduto sull’innesco completamente sintetico, lasciato in acqua alle prime luci dell’alba grazie all’utilizzo del barchino.

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Non solo Amur

Si dice che quando a Castello il cielo si copre un po’ e la pioggia inizia a cadere anche per pochi minuti, sia il momento per poter catturare anche qualche bella carpa.
Cosi, dopo 2 gocce di pioggia parte la canna di Riccardo, da subito notiamo che non si tratta di nuovo di un Amur, sembra una grossa carpa che tiene costantemente il fondo.
In un baleno sia io che Riccardo saltiamo sulla barca e farla da padrona è una grossa specchi che non ne vuole sapere di venire fuori.
Purtroppo per lei ha trovato 2 tipi che non mollano e dopo vari incagli e diversi minuti in balia del vento finisce nel guadino una splendida specchi di 21 kg.
La livrea di questo pesce è a dir poco fenomenale, contraddistinta da due macchie più chiare che la renderanno inconfondibile, un pesce che in base alle nostre conoscenze e quelle di molti carpisti assidui di castello non era mai stato catturato prima di allora.
Cosi il buon Riccardo lo ha ribbattezzato “ Milly”

 

Alex Bigozzi