Articolo pubblicato sul N°58 di CarpaXTutti Novembre 2009

 

La Cava dei Gricilli

Tra le tante Cave sparpagliate nella mia regione, ce ne è una che si differenzia da tutte le altre, non per le dimensioni ma per le bellissime esperienze che può regalare e la particolarità della sua conformazione….

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La Cava
La Cava dei Gricilli è una cava di origine vulcanica, che si trova nella periferia di Latina in una zona dove sorgono diversi laghetti di acqua sulfurea.
E’ composta da 2 cerchi di diverse dimensioni unite a formare un otto. In passato i due cerchi erano due crateri vulcanici, una volta spenti divennero un laghetto di acqua sulfurea,
dove un canale che la collega al fiume Ufente purificò le sue acque dallo zolfo, rendendo la cava abitabile dai pesci.
Le sue profondità sono caratterizzate dalla presenza di grosse rocce vulcaniche e se si scostano le alghe dal fondale si notano ancora colate giallognole di zolfo. Facendo ancora attenzione si intravedono delle piccole cannucce vulcanizzate e divenute roccia che sorgono dal fondo. Vista allo scandaglio la cava è un vero e proprio ammasso di ostacoli e dislivelli che fungono da rifugio sicuro per grossi esemplari di carpa e amur.
La profondità varia vertiginosamente anche se ci si sposta di pochi metri, partendo dagli 80 cm di fondale fino a raggiungere i 12-13 Mt.
Intorno alla cava sorgono grossi canneti scavati sotto la superficie dell’acqua anche per 2-3 Mt creando un rifugio sicuro per le nostre amiche ed è proprio per questo che l’utilizzo di un’imbarcazione è fondamentale per calare le lenze. In alcuni giorni quando l’acqua diventa cristallina è possibile osservare il nostro innesco e la pastura poggiata sul fondo e capire se una carpa ha già gustato la pastura tralasciando la nostra “insidia” : Il terminale.

La sessione
Per quel Sabato una sola cosa era certa: Dovevo andare a pesca! Le previsioni del tempo non promettevano nulla di buono, ma del resto non lo fanno mai… cosi parlando con un amico mi fece il nome di una cava, (I Gricilli) ne avevo già sentito parlare da molta gente e tutti evidenziavano il luogo come un lago piccolo ma molto tecnico, cosi mi feci dare il numero di telefono del proprietario Angelo, che colgo l’occasione di ringraziare di cuore per la disponibilità e cortesia, prenotati una delle 4 postazioni da Carpfishing presenti sul lago.
Il sabato mattina io e Ilaria, come al solito ci siamo dati da fare per preparare il campo , scandagliare e calare le lenze e per mezzogiorno già avevamo la pasta al pesto nel piatto intenti ad osservare quella cava tanto strana quanto bella…
Le nuvole ci passavano sopra la testa lasciando qualche goccia di pioggia qua e là e da lontano si sentivano tuoni minacciosi… pensavamo al peggio, ma tanto da li non ci saremmo schiodati.
Il sabato è trascorso, tra spuntini e pasturazioni di cobra, ma di carpe neanche l’ombra.
Le boiles scelte per l’occasione erano le Dynamite Spice e Tuna Sweet Chili e le forest fruit della Raptor Baits, montate su terminali leggermente più lunghi del solito per non rischiare di far affondare l’innesco sul tappeto di limo e cannucce in decomposizione. Ad accompagnare ogni canna durante la cala, solo una cucchiaiata di mais e una diecina di Boiles spezzate.
Anche la notte del sabato trascorse nel silenzio degli avvisatori e la domenica mattina ci siamo svegliati all’alba , abbiamo fatto colazione e fiduciosi ci siamo rimessi nei sacchi a pelo, mentre fuori pioveva.
Alle 9:00 la centralina ci fa balzare fuori dalla tenda e dopo la ferrata la prima Carpa subito si fa sentire nella sua massa, era un grosso pesce che cercava rifugio sotto il canneto dove era stata allamata, appena staccata dal fondo ha preso il largo ed è passata sotto la lenza centrale che Ilaria a velocemente tolto di mezzo. Recuperata più lenza possibile ormai non aveva scampo se non cercare un incaglio nel sottoriva, purtroppo per lei, qualche minuto dopo portavamo a guadino una splendida regina di circa 20 kg. Dopo aver festeggiato la cattura e il ritorno del sole abbiamo scattato le foto di rutine ci siamo rimessi al lavoro, rinnescando la boiles Raptor che ci aveva regalato quella splendida emozione. La seconda partenza è arrivata alle 14:00, proprio appena finito di cucinare, ma questa volta sulla Spice e Tuna, e a ferrare tocca ad ilaria, di novo la canna si piega pesantemente mettendo a dura prova l’attrezzatura, ma in pochi minuti la seconda regina arriva sul materassino, 17 kg alla bilancia. L’euforia ormai era alle stelle , tanto da far freddare il pranzo nella pentola, riposizionata la canna è arrivata di nuovo la notte trascorsa senza catture. La luna piena non sempre aiuta, anzi a mio modesto parere rovina il 99% delle pescate notturne.
Il lunedì mattina alle 9:00 parte di nuovo la canna , la terza regina si difende bene cercando l’incaglio sul fondo ma con un buon colpo di mano riesco a scagliarla e portarla a guadino, sulla bilancia segna i 14,700 kg.
Il lunedì sera alle 17:00 a salutare la nostra partenza è stata un ultima carpa di 6 kg.
Questa volta devo sottolineare che la fortuna è stata dalla nostra parte ed è stato un vero piacere vivere una splendida sessione in un bellissimo posto, esperienza che il prima possibile voglio ripetere per catturare uno dei grossi Amur che popolano quella cava.

Alex Bigozzi
Team BestOne