Una delle doti fondamentali che caratterizza un Carpista è la capacità di iniziare e finire le sue sessioni fondendosi interamente con la natura, divenendo il rumore leggero delle fronde degli alberi che si sfiorano al vento … un ragazzo alle prime armi un giorno mi disse: “voi carpisti quando pescate vi trasformate in un albero, in una foglia, in una parte del bosco stesso”, in effetti molti carpisti sono talmente bravi nel mimetizzarsi che si arriva vicinissimi alle loro tende, e non ci si accorge nemmeno che ci siano! Molti altri però, purtroppo, sono privi del senso del silenzio, e capita spesso, di ritrovarsi vicino al proprio spot dei nuovi arrivati, che schiamazzano , ridono e rilanciano mille volte le canne, costringendoci ad intervenire con il solito sibilo che richiama il silenzio.
Anche a me “come a tutti credo” capita spesso di partecipare a pescate di massa dove una volta lanciate le canne si cuociono centinaia di salsicce, chiacchierando e scherzando tra amici che non si vedono da tempo, e devo dire che ogni volta che prendo parte a raduni simili,mi diverto davvero, con la certezza però che la sessione finirà con un imbiancata generale a pancia piena!
Q uando si programma un uscita con lo scopo di avere dei risultati, si curano molti particolari, che nelle adunate si trascurano, come :
mantenere un silenzio apparente abbassando più possibile il tono della voce, evitare grandi falò che svelano la nostra presenza alle carpe che di notte girano nel sottoriva,, o picchiare violentemente il terreno con martelli e picchetti per posizionare la nostra tenda .

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Spesso mi è capitato di arrivare su uno splendido Spot in compagnia del mio socio, intorno alle 2-3 di notte, e di dover combattere nel buio più totale con tende, lettini e accessori vari, per poter allestire un confortevole spazio per affrontare le ore che ci separavano dall’alba, accendere una bella lumogas sicuramente ci avrebbe aiutato per la sistemazione dell’ attrezzatura, ma avrebbe svelato alle nostre amiche la nostra presenza in una buia notte che ormai era inoltrata .
In queste sessioni ,iniziate quando il mondo sta ancora dormendo,il vero nostro obiettivo era sfruttare le prime ore dell’alba, “momento migliore per una bella partenza” e devo dire che ogni volta che il sole faceva capolino dietro le ripide fiancate della splendida cava il nostro segnalatore non ci ha mai tradito… ricordo ancora una notte nella quale una canna parti poco dopo che l’avevo lanciata, sorprendendo ancora una volta il sottoscritto!
Questi segnali vanno interpretati… e credo sia lecito che ognuno di noi tragga conclusioni personali da esperienze del genere, la mia è stata quella di sentirmi appagato per essere stato tanto bravo nel nascondere ai pesci la nostra presenza.

Tutti sappiamo che, arrivare carico di attrezzatura sulla postazione muovendosi come un ninja non è una cosa facile, specialmente sulle postazione del Tevere dove bisogna attraversare boschi, e canneti folti per approdare su spiagge che sorgono a pochi centimetri da erbai pieni zeppi di carpe ,carpe che al minimo rumore fuori luogo scompaiono nelle profondità del fiume.
Un buon silenzio apparente fa si che la sessione inizi nel migliore dei modi , e le carpe che vagano nel sotto riva non notino assolutamente nessun cambiamento nella tranquillità del loro habitat , perciò un tono di voce moderato è il sistema migliore per riuscire a trascorrere una splendida giornata di “PESCA” in compagnia , assistendo a spettacoli inconsueti che la natura stessa ci offre e che possiamo vedere immortalati dalle varie foto allegate a questo testo.


Vediamo ora a cosa badare particolarmente durante le nostre sessioni:

Una delle cose più fastidiose per i pesci è ad esempio un Angler che picchetta la sua bella tenda , infatti battendo sui picchetti si producono delle onde sonore, che raggiungono l’acqua e si propagano per ampi spazi facendo suonare il campanello di allarme dei vari pesci che nuotano nel sotto riva.
Purtroppo per quanto possiamo fare piano, dobbiamo sempre considerare che l’acqua ha la capacità di propagare le onde sonore sotto forma di vibrazioni, e le carpe ,come gli altri pesci possiedono i giusti strumenti per percepire questi segnali di pericolo! Uno dei migliori sistemi per ovviare al problema è utilizzare dei picchetti a vite (speciali picchetti caratterizzati da una filettatura che scava grazie al movimento rotatorio il terreno) in modo da poter riporre il nostro bel martello nel fondo dello zaino. Spesso però ci troviamo a picchettare le nostre tende su sponde ricche di ghiaia ,o luoghi dove le presenza di grossi sassi poco sotto la superficie del terreno intralciano il percorso dei nostri picchetti. Ecco perché molti degli amici che mi vengono a trovare, ridono vedendo la mia tenda completamente priva di picchetti ,magari solo contornata da sassi pesanti adagiati in punti specifici del telo che la tengono ancorata al terreno!
Ogni volta che battiamo forte a terra anche magari poggiando violentemente il nostro pesante zaino dopo una lunga camminata , insospettiamo dei pesci che si allontanano rapidamente dal luogo che li ha turbati, specialmente nei posti in cui la pressione di pesca è molto bassa.
La notte, per via del silenzio e della quasi totale assenza di persone che parlano, e schiamazzano sulle sponde, molte carpe si avvicinano alle rive dei nostri corsi d’acqua in cerca di gamberetti e rimasugli di cibo, che caduti in acqua durante il giorno divengono cibo prelibato per le grosse carpe. Ecco perché si vedono carpisti che, al calare della sera posizionano una canna molto vicino alla sponda,”la famosa canna marginale” magari in prossimità di un erbaio o una di legnaia vicinissima alla riva, “mi è capitato infatti di allamare pesci su 50-70 centimetri di acqua, con le lenze calate a 4 metri dalla tenda” ,questo è sinonimo di un perfetto mimetismo e di un ottimo controllo della voce!

In inverno tutti accendiamo fuochi per scaldarci un po’, ma durante una pescata anche il fuoco va acceso con un certo criterio. Appiccare fuochi a cielo aperto, e a pochi metri dal nostro Pod senza avere nulla che nasconda la fiamma, non è una cosa molto saggia, quella luce che rispecchia sulla superficie dell’acqua ricorda immediatamente alle carpe che in quella direzione c’è un grosso pericolo che le attende… come possiamo fare allora per cuocere 2 belle braciole senza arrecare disturbo ai pesci?
Semplice, basta posizionare il nostro posto di bivacco dietro la nostra tenda, magari accendendo il fuoco in un bel secchio metallico, che grazie alla sua forma cilindrica , indirizzerà la luce verso il celo, piuttosto che verso lo specchio dell’acqua di fronte a noi, e la tenda grazie alla sua ombra nasconderà la nostra presenza. La stessa cosa vale per la lumogas, ed è saggia cosa nascondere sempre la nostra lampada ,dietro un ostacolo che non faccia arrivare la luce direttamente nell’acqua.
Comunque dobbiamo ricordarci di non mettere mai la manopola della lampada a gas alla massima potenza, trasformandola in una lanterna perché in fondo siamo a pesca non in un discoteca!